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  Una storia affascinante riemerge dagli archivi nazionali: è il caso Montesi, il primo grande scandalo della Repubblica italiana e che oggi torna a far parlare di sé nell'eterno e intrigante connubio tra sesso e politica.
Wilma Montesi ha solo ventuno anni quando l’11 aprile del 1953 è rinvenuta cadavere sulla spiaggia di Tor Vaianica, sul litorale romano. Quel giorno segna un punto di non ritorno. Da allora clamori e scandali avrebbero caratterizzato la vicenda investendo politici di primo piano.
  Per la giustizia italiana Wilma Montesi muore a causa di un pediluvio finito in tragedia; in via ufficiosa sarebbe morta in seguito a un festino a base di droga e alcol con personalità eccellenti.
Oggi invece emerge dagli archivi una nuova ricostruzione dei fatti. Quello di Wilma Montesi è un intrigante cold case tutto italiano da molti visto come una sorta di "caso Orlandi" ante litteram

  In occasione dei 60 anni dalla chiusura delle indagini sul caso (giugno 1955), porta alla luce nuovi documenti e l'inchiesta che si credeva ormai distrutta. Si scopre che ad un certo punto l'inchiesta della Procura si stava spingendo verso personaggi

legati al Vaticano, ma tutto venne fermato in un gioco di spionaggi e depistaggi.

Dalla polvere affiorano così storie torbide mai collegate alla vicenda Montesi, dal mercato della droga alle ombre mai chiarite sulla figura del marchese Ugo Montagna, fino alle indagini sullo zio della vittima e due filoni clamorosi che emergono da un’inchiesta del 1975 e da un’indagine del 2013. Con quest’opera si cerca finalmente di fare estrema chiarezza per rispondere al grande enigma che incombe ormai da 60 anni: qual è la verità nel clamoroso caso della morte di Wilma Montesi?