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"Luigi Tenco era un bambino in molte cose. Professionalmente però, ed è questa la sfortuna in Italia, era una persona molto seria; serio con cattiveria, serio con testardaggine".
(Lucio Dalla, 28.1.1967) 

"Gli storici, quando esamineranno questo caso rifacendosi sicuramente anche al presente lavoro, considereranno la morte di Tenco come uno dei misteri d'Italia. [...] E quando molti giornalisti mi chiedono se esiste il delitto perfetto, io gli rispondo di sì:

è l'omicidio Tenco".
(Francesco Bruno, stralcio prefazione Le ombre del silenzio)

LA PRIMA VOLTA CHE LA RAI SPOSA LA TESI
DELL'OMICIDIO TENCO
 Le novità della controinchiesta LE OMBRE DEL SILENZIO nel servizio di Tv7 

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L'ex procuratore Mariano Gagliano.

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Il giornalista forense Pasquale Ragone.

CASO TENCO, IL GIORNALISTA FORENSE PASQUALE RAGONE RISPONDE ALLE DICHIARAZIONI DELL'EX PROCURATORE GAGLIANO
Continua a far discutere la morte di Luigi Tenco ucciso da un colpo alla testa il 27 gennaio del 1967 nella stanza di un albergo a Sanremo dopo la sua esclusione dal Festival

"Leggere dopo diversi anni la chiusura del caso Tenco le affermazioni dell'ex procuratore di Sanremo, Mariano Gagliano, ha un sapore strano, dimostrando sostanzialmente che su questa storia c'è ancora un'attenzione che ormai credevo sopita e difficile da risvegliare". Ad intervenire in seguito alle affermazioni dell'ex procuratore Mariano Gagliano sulla morte di Luigi Tenco è Pasquale Ragone, giornalista forense che studia il Caso Tenco dal 2007.


"In particolare - spiega Ragone -, ciò che si nota è la necessità, da parte del dott. Gagliano, di rinchiudere ancora una volta il caso Tenco nello scrigno all'interno del quale era stato riposto, in tutta fretta, già pochissime ore dall'esumazione della salma di Luigi Tenco, nel 2006. In quell'occasione fu lo stesso Gagliano a ritenere che il caso Tenco non avesse più nulla da dire, senza neanche attendere tutti gli accertamenti dell'Ert, chiedendo l'archiviazione per suicidio e ottenendola nel febbraio 2009.

Stupisce che poche ore dopo la puntata di TV7 di venerdì 24, con la medesima fretta, lo stesso dott. Gagliano si sia preoccupato di rilasciare alla stampa dichiarazioni che non tengono conto dei particolari tecnici portati da me all'attenzione della Procura di Roma. Il mio tentativo, in questi anni, è stato di 'spostare' il caso Tenco su un terreno non più condito di chiacchiericcio e teorie indimostrabili, quanto invece metterla su un piano prettamente tecnico, quindi di analisi scientifica.

Ebbene dalle carte della Polizia emerge una dinamica dei fatti che non ha nulla a che vedere con un suicidio. Tutto ciò ho avuto modo di dimostrarlo grazie alle consulenze del prof. Martino Farneti, del prof. Francesco Bruno e del prof. Vincenzo Tarantino.


La recente affermazione del dott. Gagliano ('è inutile riparlare di un caso su cui si è discusso e indagato per 40 anni') non ha invece proprio nulla di scientifico. Anzi, ritengo siano anche piuttosto spiacevoli insegnando in tal modo, alle nuove generazioni, che non importa quanto possa esserci di nuovo in una vicenda tragica ma è fondamentale solo considerare quanti anni siano passati da essa. Nelle aule universitarie mi hanno sempre insegnato il contrario, badando piuttosto se sussistano nuove prove oppure no: è questo l'elemento vero da considerare. E nel caso Tenco di prove nuove ce ne sono. Sul bossolo emergono le tracce di una pistola mai ritrovata sulla scena del crimine (Beretta 70) e che Tenco non possedeva. Inoltre sono diversi i dati che dimostrano l'uso di un silenziatore e, fra le gambe della vittima (nelle foto del '67) abbiamo scoperto esserci una Bernardelli mod. 60, altra pistola che nulla aveva a che fare con Tenco. Oggi quel bossolo trovato accanto al cadavere è tecnicamente 'riaccertabile' e basterebbe osservarlo ad un microscopio per verificare la bontà di queste mie affermazioni. Riaccertare: è questo che ho chiesto nella mia 'Relazione di verifica' depositata venerdì 24 gennaio in Procura a Roma (luogo dove è avvenuto l'accertamento balistico nel 2006).

Dalle parole ultime del dott. Gagliano, riportate dalla stampa, non ho invece trovato alcun elemento tecnico che contraddica, con la medesima scientificità, le mie affermazioni. Al contrario ho letto che il mio lavoro è stato ricondotto a una banale ricerca di pubblicità essendo vicino il Festival di Sanremo. Vorrei far presente al dott. Gagliano che, assieme al collega Nicola Guarneri, sostengo ormai da anni quanto depositato in Procura a Roma e lo faccio sin da quando il caso Tenco è stato considerato morto e sepolto riuscendo, con l'ausilio dei tre Professori citati, a trovare i veri elementi che dimostrano il delitto Tenco.

L'intervento a caldo del dott. Gagliano dimostra semmai la necessità, sempre impellente in 47 anni, di far morire qualsiasi discussione sul caso Tenco ancor prima che nasca, anche se questa discussione ha basi scientifiche e porta alla luce nuove prove. Invito quindi l'ex Procuratore, e quanti interverranno, a smentirmi nel merito della discussione scientifica e non lasciarsi andare ad affermazioni preconcette sul lavoro svolto.

Se, come sostengo, nel 2006 ci sono stati importanti errori da parte della Polizia tali da cambiare la natura del caso Tenco, oggi basta semplicemente porre rimedio a quegli errori con un banale riaccertamento balistico, il quale ha anche costi piuttosto risibili. In tal modo avremo reso giustizia, tutti assieme, al lavoro dell'Ert e soprattutto ad un ragazzo che ancora attende una verità negatagli per 47 anni. Se a tale obiettivo si giungerà, avremo dimostrato alle nuove generazioni che giustizia e verità sono sempre possibili, al di là del tempo e di qualsiasi preconcetto".

PRESENTAZIONI DEGLI AUTORI
ED EVENTI IN ITALIA 

La notte tra il 26 e il 27 gennaio 1967 muore Luigi Tenco. Il corpo del cantautore viene rinvenuto nella stanza 219 dell'Hotel Savoy di Sanremo. Una morte improvvisa che gela il palo dell'Ariston. La tesi ufficiale parla di suicidio. Un colpo di pistola che sin da subito stenta a convincere e che in questo libro viene definitivamente smentito. 

Per la prima volta vengono pubblicati i documenti concessi dalla Procura di Sanremo riguardo agli esami compiuti nel 2006 sul corpo di Tenco - in occasione dell'esumazione della salma - e sull'arma che l'avrebbe ucciso. Contrariamente a quanto decretato dalla stessa Procura, diversi elementi riportati in queste pagine fanno supporre l'ipotesi dell'omicidio, descrivendo una precisa dinamica dei fatti anche con l'ausilio di un'inedita ricostruzione 3D degli ultimi drammatici momenti.

Dalle analisi di laboratorio emerge, inoltre, una novità assoluta: la pistola che ha esploso il colpo mortale sarebbe stata dotata di silenziatore e mai ritrovata. 


Le principali novità apportate dall'inchiesta, all'attenzione della Procura di Imperia, sono le seguenti:

  • Trovata l'arma che uccise il cantautore (una "Beretta 70"), diversa da quella ufficialmente indicata dalla Polizia
     
  • Scoperto l'uso di un silenziatore per uccidere Luigi Tenco
     
  • Grazie all'analisi Stub dimostrato che Tenco non premette il grilletto la notte del 27 gennaio
     
  • Scoperte delle fratture sul cadavere, riconducendole alla dinamica omicidiaria
     
  • Scoperta la presenza di una pistola "Bernardelli 60" sulla scena del crimine 
     
  • Trovata la verità sul biglietto scritto da Tenco e agli atti dell'inchiesta

  • Scoperte le ragioni dell'omicidio, con nomi e cognomi di chi sarebbe implicato


L'inchiesta di Guarneri e Ragone rilegge in controluce, attraverso testimonianze e materiali inediti (rinvenuti nell'aula bunker della Corte d'Assise) i fatti accaduti nel 1967. Un lungo lavoro di ricerca che gli autori hanno portato avanti per oltre quattro anni, scavando tra archivi e faldoni, fino a scovare per la prima volta il foglio matricolare e alcune lettere inedite di Luigi Tenco, documenti questi finora mai pubblicati.

Quello che viene consegnato ai lettori è un quadro inquietante e ancora sconosciuto. Nella vita del cantautore compaiono personaggi  di cui si ignorava l'esistenza e si indaga su alcuni ambienti politici.

Perché Tenco doveva morire? Quali segreti custodiva? Chi lo temeva a tal punto da eliminarlo? Una serie di trame che si intrecciano con l'Argentina e con oscure operazioni di Stato, lasciando poco spazio all'ipotesi del suicidio.