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"Luigi Tenco era un bambino in molte cose. Professionalmente però, ed è questa la sfortuna in Italia, era una persona molto seria; serio con cattiveria, serio con testardaggine".
(Lucio Dalla, 28.1.1967) 

"Gli storici, quando esamineranno questo caso rifacendosi sicuramente anche al presente lavoro, considereranno la morte di Tenco come uno dei misteri d'Italia. [...] E quando molti giornalisti mi chiedono se esiste il delitto perfetto, io gli rispondo di sì:

è l'omicidio Tenco".
(Francesco Bruno, stralcio prefazione Le ombre del silenzio)

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TENCO, LA PROCURA RIAPRE FASCICOLO SUL SUICIDIO DOPO RIVELAZIONI DI UN GIORNALISTA

La Procura di Imperia ha aperto un fascicolo sulla morte di Luigi Tenco, il cantautore trovato morto il 27 gennaio del 1967 all'Hotel Savoy di Sanremo dopo che la sua canzone era stato eliminata dal Festival. 
Secondo La Stampa la nuova iniziativa giudiziaria nasce dall'esposto presentato dal giornalista investigativo Pasquale Ragone in cui si mette in dubbio l'ipotesi del suicidio come dimostrato dall'iter giudiziario. Ragone chiede la verifica dell'accertamento balistico.

«Premesso che si tratta di una questione già affrontata in passato - ha affermato il procuratore di Imperia, Giuseppe Geremia - non credo che si possa arrivare a nuovi sviluppi, anche perchè le questioni balistiche si riferiscono sempre al bersaglio, che in questo caso è sepolto già da tempo. Comunque sia, valuteremo questo esposto, per valutare se ci sono elementi per nuove indagini».

Nel 2009, l'allora procuratore di Sanremo, Mariano Gagliano, mise la parola 'fine' sul caso Tenco, dopo averne disposto la riesumazione della salma per una nuova perizia. «È inutile riparlare ancora di un caso che si è discusso per quarant'anni - aveva affermato, nel gennaio scorso, Gagliano, alla notizia dell'esposto presentato da Ragone -. Per eliminare qualsiasi dubbio feci riesumare la salma di Tenco, con uno staff di super periti. Non ci furono dubbi sul suicidio». Nell'esposto, il giornalista scrive che dalle conclusioni delle perizie emerge che la pistola di Luigi Tenco (con la quale quest'ultimo avrebbe compiuto il suicidio) non sparò alcun colpo nè fu mai ritrovata sulla scena dell'evento; sulle mani di Luigi Tenco la prova dello Stub fu negativa, quindi non fu Tenco a premere il grilletto.

Il Messaggero

PRESENTAZIONI DEGLI AUTORI
ED EVENTI IN ITALIA 

La notte tra il 26 e il 27 gennaio 1967 muore Luigi Tenco. Il corpo del cantautore viene rinvenuto nella stanza 219 dell'Hotel Savoy di Sanremo. Una morte improvvisa che gela il palo dell'Ariston. La tesi ufficiale parla di suicidio. Un colpo di pistola che sin da subito stenta a convincere e che in questo libro viene definitivamente smentito. 

Per la prima volta vengono pubblicati i documenti concessi dalla Procura di Sanremo riguardo agli esami compiuti nel 2006 sul corpo di Tenco - in occasione dell'esumazione della salma - e sull'arma che l'avrebbe ucciso. Contrariamente a quanto decretato dalla stessa Procura, diversi elementi riportati in queste pagine fanno supporre l'ipotesi dell'omicidio, descrivendo una precisa dinamica dei fatti anche con l'ausilio di un'inedita ricostruzione 3D degli ultimi drammatici momenti.

Dalle analisi di laboratorio emerge, inoltre, una novità assoluta: la pistola che ha esploso il colpo mortale sarebbe stata dotata di silenziatore e mai ritrovata. 


Le principali novità apportate dall'inchiesta, all'attenzione della Procura di Imperia, sono le seguenti:

  • Trovata l'arma che uccise il cantautore (una "Beretta 70"), diversa da quella ufficialmente indicata dalla Polizia
     
  • Scoperto l'uso di un silenziatore per uccidere Luigi Tenco
     
  • Grazie all'analisi Stub dimostrato che Tenco non premette il grilletto la notte del 27 gennaio
     
  • Scoperte delle fratture sul cadavere, riconducendole alla dinamica omicidiaria
     
  • Scoperta la presenza di una pistola "Bernardelli 60" sulla scena del crimine 
     
  • Trovata la verità sul biglietto scritto da Tenco e agli atti dell'inchiesta

  • Scoperte le ragioni dell'omicidio, con nomi e cognomi di chi sarebbe implicato


L'inchiesta di Guarneri e Ragone rilegge in controluce, attraverso testimonianze e materiali inediti (rinvenuti nell'aula bunker della Corte d'Assise) i fatti accaduti nel 1967. Un lungo lavoro di ricerca che gli autori hanno portato avanti per oltre quattro anni, scavando tra archivi e faldoni, fino a scovare per la prima volta il foglio matricolare e alcune lettere inedite di Luigi Tenco, documenti questi finora mai pubblicati.

Quello che viene consegnato ai lettori è un quadro inquietante e ancora sconosciuto. Nella vita del cantautore compaiono personaggi  di cui si ignorava l'esistenza e si indaga su alcuni ambienti politici.

Perché Tenco doveva morire? Quali segreti custodiva? Chi lo temeva a tal punto da eliminarlo? Una serie di trame che si intrecciano con l'Argentina e con oscure operazioni di Stato, lasciando poco spazio all'ipotesi del suicidio.