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DAL RICORDO-PREFAZIONE DI ORIETTA BERTI:


«Sono tantissimi gli elementi non chiari che gli autori di questo libro hanno evidenziato basandosi su perizie scientifiche ufficiali e che meritano di essere conosciute e analizzate. [...] Sono sempre stata convinta che quel biglietto non fu scritto da Luigi, ma che quello fosse solo uno dei tanti depistaggi di un caso drammatico, in cui lui fu la vittima di una vicenda molto più grande di quella che si è voluto rappresentare in questi 50 anni». 

DALLA PREFAZIONE DEL CRIMINOLOGO
FRANCESCO BRUNO:

«Gli storici, quando esamineranno questo caso rifacendosi sicuramente anche al presente lavoro, considereranno la morte di Tenco come uno dei misteri d'Italia. [...] E quando molti giornalisti mi chiedono se esiste il delitto perfetto, io gli rispondo di sì: 
è l'omicidio Tenco».

La notte tra il 26 e il 27 gennaio 1967 muore Luigi Tenco. Il corpo del cantautore viene rinvenuto nella stanza 219 dell'Hotel Savoy di Sanremo. Una morte improvvisa che gela il palo dell'Ariston. La tesi ufficiale parla di suicidio. Un colpo di pistola che sin da subito stenta a convincere e che in questo libro viene definitivamente smentito. 

Per la prima volta vengono pubblicati i documenti concessi dalla Procura di Sanremo riguardo agli esami compiuti nel 2006 sul corpo di Tenco - in occasione dell'esumazione della salma - e sull'arma che l'avrebbe ucciso. Contrariamente a quanto decretato dalla stessa Procura, diversi elementi riportati in queste pagine fanno supporre l'ipotesi dell'omicidio, descrivendo una precisa dinamica dei fatti anche con l'ausilio di un'inedita ricostruzione 3D degli ultimi drammatici momenti.

Dalle analisi di laboratorio emerge, inoltre, una novità assoluta: la pistola che ha esploso il colpo mortale sarebbe stata dotata di silenziatore e mai ritrovata. 


Le principali novità apportate dall'inchiesta, all'attenzione della Procura di Imperia e pubblicate nel libro, sono le seguenti:

  • Trovata l'arma che uccise il cantautore (una "Beretta 70"), diversa da quella ufficialmente indicata dalla Polizia
     
  • Scoperto l'uso di un silenziatore per uccidere Luigi Tenco
     
  • Grazie all'analisi Stub dimostrato che Tenco non premette il grilletto la notte del 27 gennaio
     
  • Scoperte delle fratture sul cadavere, riconducendole alla dinamica omicidiaria
     
  • Scoperta la presenza di una pistola "Bernardelli 60" sulla scena del crimine 
     
  • Trovata la verità sul biglietto scritto da Tenco e agli atti dell'inchiesta

  • Scoperte le ragioni dell'omicidio, con nomi e cognomi di chi sarebbe implicato


L'inchiesta di Guarneri e Ragone rilegge in controluce, attraverso testimonianze e materiali inediti i fatti accaduti nel 1967. Un lungo lavoro di ricerca che gli autori hanno portato avanti sin dal 2009, scavando tra archivi e faldoni, fino a scovare per la prima volta il foglio matricolare e alcune lettere inedite di Luigi Tenco, documenti questi finora mai pubblicati.

Quello che viene consegnato ai lettori è un quadro inquietante e ancora sconosciuto. Nella vita del cantautore compaiono personaggi  di cui si ignorava l'esistenza e si indaga su alcuni ambienti militari.

Ma soprattutto, secondo gli autori è nell'interruzione del rapporto con Dalida che si cela uno snodo fondamentale di questa intricata vicenda. Da quel momento (novembre 1966) iniziano per Tenco seri problemi, fino ad essere minacciato di morte.

Perché Tenco doveva morire? Quali confidenze aveva ricevuto? Chi lo temeva a tal punto da eliminarlo? Una serie di trame che si intrecciano con gli affari nascosti dietro il mondo della canzone, lasciando poco spazio all'ipotesi del suicidio.

 

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